Oggi è sabato, e come ogni sabato mi sono recato a far visita a Zia Ercolina e Zio Pippitello al cimitero comunale. Nel silenzio dei viali tombati udivo in lontananza il fischio del treno: estrema sintesi del coniugio fra vita che scorre e morte che arriva. Pensavo al povero Zio Pippitello, flagellato nella sua breve esistenza da un nome così stronzo. Pensavo a Zia Ercolina, sorella di Zio Pippitello, che di professione faceva l’insegnante di italiano alle medie e che non si era mai sposata per stare vicina a Zio Pippitello che era flagellato da tale stronzo nome. Ma soprattutto pensavo al fatto che, ogni volta che li andavo a trovare, mi facevano assaggiare la loro specialità: minestra di crisantemi. Io non so se erano veramente crisantemi, o se era solo un nome che loro davano a questa minestra per fare scena; io non so nemmeno se i crisantemi sono velenosi. Però so solo che da quando sono piccolo amo i cimiteri. Mi sento un po’ lugubre.
Crisantemi verdi fritti alla fermata del treno
Ottobre 4, 2008 · Lascia un Commento
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